Shabbat – Un palazzo nel tempo

Abraham Joshua Heschel paragona lo Shabbat a “un palazzo nel tempo” – un luogo superiore e speciale in cui veniamo una volta alla settimana.

Unità Età : 12-14

fonte

Il significato dello Shabbat è celebrare il tempo rispetto allo spazio. Per sei giorni alla settimana viviamo sotto la tirannia degli elementi spaziali; a Shabbat proviamo a sintonizzarci sulla sacralità del tempo. E’ un giorno in cui veniamo chiamati a partecipare a ciò che è eterno nel tempo, a distoglierci dai risultati della creazione rivolgendoci ai misteri della creazione. 

[…] il Settimo giorno è un palazzo nel tempo in cui costruiamo. E’ fatto di anima, di gioia e di reticenza.

(Abraham Joshua Heschel, The Sabbath: Its Meaning for Modern Man p. 13, 15)

ndamentali per la programmazione

domande essenziali

  • Che cosa rende sacro il tempo? 
  • In che modo le mie azioni rendono il tempo sacro?
  • Che effetto ha essere ebreo su ciò che faccio nella mia vita quotidiana/settimanale? 
  • How do Jewish rituals and practices enrich the way I experience my life and the world?

domande di contenuto collegate alle domande essenziali

  • In che modo si esprime la santità nell’ebraismo? 
  • In che modo la santità temporale è diversa rispetto alla santità dello spazio-temporale?
  • Che contributo da Shabbat alla connessione spirituale di una persona?

background per l’insegnante

Molte religioni hanno l’idea dei luoghi sacri. Anche l’ebraismo ha i suoi luoghi sacri, in particolare quelli associati al Tempio e a Gerusalemme. Tuttavia, la grande innovazione della Torà e della tradizione ebraica è la richiesta che le persone debbano santificare il tempo oltre...

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Molte religioni hanno l’idea dei luoghi sacri. Anche l’ebraismo ha i suoi luoghi sacri, in particolare quelli associati al Tempio e a Gerusalemme. Tuttavia, la grande innovazione della Torà e della tradizione ebraica è la richiesta che le persone debbano santificare il tempo oltre allo spazio.

In effetti, nell’ebraismo la santità del tempo è più importante di ogni altra santità materiale. Lo Shabbat è una delle manifestazioni più importanti della santità del tempo nella tradizione ebraica.

Il filosofo Abraham Joshua Heschel ha scelto di spiegare la santità dello Shabbat paragonandolo a un palazzo. Questo paragone comprende molti degli aspetti chiave del giorno come risultano nella tradizione ebraica. Ad esempio, un palazzo è un edificio nobile e splendido i cui vivono le persone più importanti. Un palazzo viene separato dalle case circostanti, da cui è diverso. Lo stesso vale per lo Shabbat, che nel Talmud viene paragonato a una sposa e a una regina. Secondo la tradizione, ci viene richiesto di godere e di renderci splendidi in onore dello Shabbat (vedi l’Oneg Shabbat dell’unità).

Così come la gente vede un palazzo da lontano e desidera raggiungerlo, allo stesso modo nel corso della settimana non vediamo l’ora che sia Shabbat, ne desideriamo l’arrivo, e facciamo programmi per esso. Quando la gente entra in un palazzo per incontrare il re o la regina, si deve preparare per la visita. Lo stesso vale per Shabbat, e la tradizione ebraica suggerisce vari modi in cui possiamo entrare nel palazzo dello Shabbat. Così, incontriamo la Regina dello Shabbat ogni settimana ma, al tempo stesso, quando entriamo nel palazzo dello Shabbat, diventiamo un po’ come re e regine a nostra volta.

Heschel scriveva in modo poetico. Ecco alcune suggerimenti per spiegare le idee che ha espresso: 

“La tirannia delle cose dello spazio” – il controllo che alcuni dei nostri impegni hanno su di noi: la casa, il lavoro, i compiti.

“Distoglierci dai risultati della creazione rivolgendoci al mistero della creazione” – vivere in armonia con la creazione, non controllarla, esser e non avere o fare.

“E’ fatta di anima, di gioia” – le ‘pareti’ del Palazzo dello Shabbat che lo rendono gioioso comprendono atti di preghiera, di studio, pasti dilettevoli e interazione con le persone che amiamo. 

Abraham Joshua Heschel (Varsavia, 1907 – New York 1972) fu un filosofo e pensatore ebreo. Proveniva da una famiglia chassidica rispettata. Fu professore di etica ebraica e Kabbalà al seminario rabbinico del movimento conservativo (JTS). Parallelamente alle sue attività intellettuali, Heschel divenne noto anche per il suo sostegno pubblico per la lotta per i diritti civili e umani, come la lotta per l’uguaglianza degli Afro-americani negli Stati Uniti, nonché per il dialogo e il riavvicinamento tra gli Ebrei e i Cristiani. Il suo pensiero è incentrato su questioni che riguardano il rapporto tra gli esseri umani e Dio, e la santità del tempo nell’ebraismo.

apertura opzionale
per approfondire e discutere
suggerimenti per attività
per approfondire ulteriormente
  • Spiega agli studenti che, dall’esterno, fermarsi dal lavoro potrebbe assomigliare a pigrizia o perdita di tempo (ad esempio, nell’antica Roma, in cui non c’era un giorno di riposo settimanale, gli Ebrei erano considerati pigri perché non lavoravano di Shabbat). Chiedi: in che modo prendersi una pausa dal lavoro o da altri incarichi può avere un impatto positivo a pieno titolo? Fai alcuni esempi tratti dalla tua vita.
    Come reagiresti se ti dicessero che prendersi una pausa dal lavoro significa essere pigri?
  • Chiedi agli studenti di pensare a queste tre frasi:
    “Prenditi un momento per pensarci”
    “Vuoi prenderti un po’ di tempo per parlarne?”
    “Mi puoi dare un minuto del tuo tempo?”Quale funzione ha il tempo in queste frasi? In che modo il “tempo” aiuta? Fai un esempio tratto dalla tua vita quotidiana.
  1. Perché pensi che Heschel abbia scelto la metafora di un “palazzo” per descrivere lo Shabbat? Perché non ha scelto una spiaggia o un campo aperto, ad esempio? Prova a suggerire alcune somiglianze tra lo Shabbat o un palazzo.
  2. Ti identifichi in qualche modo con la metafora? Fai un esempio del modo in cui lo Shabbat funziona per te come un “palazzo nel tempo”.
  3. Heschel dice che, nel corso della settimana, “viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio”. In che modo Shabbat ti può liberare da alcune cose o impegni che dominano la tua vita nel corso della settimana? Fai qualche esempio.
  4. Secondo Heschel, il palazzo di Shabbat è fatto sia da cose che facciamo che da cose che evitiamo di fare. Perché è così?
  5. Pensa al modo in cui contraddistingui Shabbat adesso. Che cosa puoi fare per contribuire al sentimento di un “palazzo nel tempo” – un tempo speciale separato dal resto della settimana?

 “E’ fatto di anima”

Come possiamo costruire un palazzo le cui mura sono fatte di anima? Chiedi agli studenti di suggerire modi per costruire un palazzo per Shabbat. Che materiali e oggetti userebbero? Dal momento che è un palazzo nel tempo, non nello spazio – non si intende effettivi materiali fisici. Forse il palazzo potrebbe essere fatto di idee o valori associati allo Shabbat, voci e suoni di Shabbat, emozioni e simboli. Se vogliono, gli studenti possono disegnare il loro palazzo di Shabbat.

  • Fin dal Medio Evo la poesia ebraica – religiosa e secolare – presenta molte immagini dello Shabbat. Un famoso esempio è il piyut (poema religioso) ) Lecha Dodi, scritto da Rabbi Shlomo Alkabetz nel sedicesimo secolo, in cui lo Shabbat viene paragonato a una sposa.
  • In un’altra immagine che Heschel offre nel suo libro lo Shabbat viene paragonato a un Shabbat – Un’isola in un oceano tumultuoso.